È impossibile non amare il Carnevale, solo per il fatto che è una festa che fa parte dei nostri ricordi fanciulleschi.
Il Carnevale piace anche per il bastimento carico di dolci che porta con sé: sono tantissime le ricette di dolci di Carnevale della tradizione italiana. I più noti e diffusi lungo tutta la penisola sono sicuramente le chiacchiere, che cambiano nome a seconda delle regioni: sono dette cenci in Toscana, sfrappole in Emilia; bugie in Liguria e a Torino; crostoli in Friuli, Trentino e parte del Veneto; galani a Venezia e Verona; frappe a Roma. A seconda del luogo di produzione vengono aromatizzate con Marsala, acquavite, acqua di fiori d’arancio. Oltre che con zucchero a velo le troviamo anche ricoperte da miele, cioccolato, mascarpone zuccherato o bagnate con alchermes. La forma è quella di una striscia che può essere anche annodata per formare dei piccoli fiocchi.
L’origine delle chiacchiere è da ricercarsi in tempi molto remoti. Già gli antichi romani erano soliti preparare dolci fritti per festeggiare i saturnali (festività corrispondenti all’odierno carnevale). Tali dolci prendevano il nome generico di frictilia e, durante i festeggiamenti venivano distribuiti alla folla che in massa si riversava per le strade.
Grazie alla facilità di preparazione era possibile cuocerne grandi quantità in breve tempo così da non lasciare nessuno a bocca asciutta.
Ecco la nostra ricetta dei cenci maremmani:
4 uova
50 grammi di zucchero (per l’impasto)
50 grammi di burro fuso
Farina q.b.
Scorza grattugiata di un’ arancia
Mezza bustina di lievito per dolci.
Zucchero q.b
Olio di semi di girasole per friggere
Fate una fontana con un pò di farina e il lievito al cui centro metterete il burro, le uova, la scorza d’arancio e lo zucchero. Impastate il tutto e aggiungete farina all’occorrenza fin quando l’impasto non diventerà liscio ed omogeneo. Stendete l’impasto fino a ridurlo ad uno spessore di circa 3 mm. Tagliare con il coltello dei rettangoli irregolari. Friggeteli in olio bollente ed una volta pronti adagiateli sulla carta assorbente. Poi ricoprite con lo zucchero.
Ed ecco pronti i nostri cenci maremmani...Buonissimi anche freddi, ma irresistibili fumanti appena fatti
E ancora più gustosi se preparati, cucinati e mangiati in famiglia o con gli amici !
Natura, cultura, qualche informazione sulla nostra bella Maremma Toscana e tante curiosità
venerdì 29 gennaio 2016
Carnevale e...cenci
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domenica 17 gennaio 2016
Benedizione degli animali, dei mezzi agricoli e dei prodotti della terra
Il lungo periodo che prelude alla Primavera un tempo era contrassegnato da cerimonie di purificazione per uomini, animali e campi, per propiziarsi la buona sorte e il rinnovamento della natura.
La più importante festa lustrale e fecondante è quella di Sant'Antonio Abate, il patrono delle creature a quattro zampe, della stalla, degli animali domestici, del fuoco, del contadino.
Il 17 gennaio si portavano gli animali sul sagrato della chiesa per la benedizione, oppure passava il prete a benedire le stalle, o, quanto meno, si andava a messa di buon mattino per prendere qualche panino benedetto per gli animali e i nuovi santini da appendere nella stalla. La tradizione deriva dal fatto che l'ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all'interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant'Antonio (sfogo pruriginoso della pelle simile alla varicella). I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente nel paese con al collo una campanella.
Inoltre, sulla base di antiche leggende, durante la notte di Sant’Antonio Abate agli animali è data la facoltà di parlare. Ma i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era segno di cattivo auspicio.
Oggi, quindi, si ripeterà la tradizionale benedizione, e gli animali lasceranno stalle, fattorie, case per invadere le piazze di paesi e città per la consacrazione.
Una tradizione radicata anche sul territorio grossetano, come dimostrano le tante realtà parrocchiali nelle quali è tenuto vivo questo gesto.
Inoltre, sulla base di antiche leggende, durante la notte di Sant’Antonio Abate agli animali è data la facoltà di parlare. Ma i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era segno di cattivo auspicio.
Oggi, quindi, si ripeterà la tradizionale benedizione, e gli animali lasceranno stalle, fattorie, case per invadere le piazze di paesi e città per la consacrazione.
Una tradizione radicata anche sul territorio grossetano, come dimostrano le tante realtà parrocchiali nelle quali è tenuto vivo questo gesto.
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martedì 21 gennaio 2014
Il Parco Naturale della Maremma
La Maremma è una zona ricca di Parchi e Riserve naturali, vere e proprie Oasi che occupano circa 40.000 ettari di terreno e che sono ormai parte integrante di un territorio che si contraddistingue per la varietà e la ricchezza dei suoi ambienti naturali.
Il più famoso è il Parco Naturale della Maremma, o dell’Uccellina. 100 kmq, circa, che comprendono al suo interno anche uno dei tratti costieri più belli e caratteristici della Maremma Toscana quello che va dal promontorio di Talamone fino alla foce del fiume Ombrone.

Per chi vuole scoprire la vera essenza dei parchi della Maremma si possono scegliere una serie di percorsi/itinerari (per una lunghezza media di 5-8 chilometri a piedi) a seconda della stagione, della durata e della difficoltà da poter affrontare da soli, oppure anche con una guida esperta magari a cavallo, in carrozza, in bicicletta
Avventurarsi in questi percorsi vi darà modo di vivere un’esperienza a pieno contatto con la natura: paesaggi mozzafiato che resteranno impressi nella vostra memoria per sempre! Camminando verrete a conoscenza di una vegetazione rigogliosa e tipica di questo piccolo ecosistema: lecci, lentischi in aree di macchia assai limitate, la presenza di specie come: il Mirto, il l’Erica, il Corbezzolo, la Lavanda e la Ginestra dei Carbonai.
Non solo una vegetazione unica ma anche tantissimi animali selvatici che qui vivono industurbati e spesso ci fanno omaggio della loro presenza: cinghiali, volpi, daini e caprioli e a volte qualche vacca maremmana.
E ancora storia, arte e cultura.
Ma non possiamo svelarvi tutti i segreti del Parco ....quindi se volete sapere altro, non vi resta che andarlo a scoprire
Il più famoso è il Parco Naturale della Maremma, o dell’Uccellina. 100 kmq, circa, che comprendono al suo interno anche uno dei tratti costieri più belli e caratteristici della Maremma Toscana quello che va dal promontorio di Talamone fino alla foce del fiume Ombrone.
Per chi vuole scoprire la vera essenza dei parchi della Maremma si possono scegliere una serie di percorsi/itinerari (per una lunghezza media di 5-8 chilometri a piedi) a seconda della stagione, della durata e della difficoltà da poter affrontare da soli, oppure anche con una guida esperta magari a cavallo, in carrozza, in bicicletta
Avventurarsi in questi percorsi vi darà modo di vivere un’esperienza a pieno contatto con la natura: paesaggi mozzafiato che resteranno impressi nella vostra memoria per sempre! Camminando verrete a conoscenza di una vegetazione rigogliosa e tipica di questo piccolo ecosistema: lecci, lentischi in aree di macchia assai limitate, la presenza di specie come: il Mirto, il l’Erica, il Corbezzolo, la Lavanda e la Ginestra dei Carbonai.
Non solo una vegetazione unica ma anche tantissimi animali selvatici che qui vivono industurbati e spesso ci fanno omaggio della loro presenza: cinghiali, volpi, daini e caprioli e a volte qualche vacca maremmana.
E ancora storia, arte e cultura.
Ma non possiamo svelarvi tutti i segreti del Parco ....quindi se volete sapere altro, non vi resta che andarlo a scoprire
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mercoledì 1 gennaio 2014
Il primo bagno del 2014
Oggi 1 gennaio 2014 sul Lungomare ex-Maristella di Castiglione della Pescaia alle ore 11.30, un bel gruppo di castiglionesi si è ritrovato per la terza edizione del bagno del primo giorno dell'anno.
Con grandissimo coraggio hanno sfidato l'acqua fredda inaugurando, con molto anticipo, la stagione balneare.
Ecco le immagini dei nostri eroi.....
......preparate i costumi per l'anno prossimo !!!!
Con grandissimo coraggio hanno sfidato l'acqua fredda inaugurando, con molto anticipo, la stagione balneare.
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lunedì 30 dicembre 2013
Fine 2013 e inizio 2014 a Castiglione della Pescaia
Iniziano i festeggiamenti che accompagnano la fine del 2013 e l'arrivo del 2014 a Castiglione della Pescaia, con appuntamenti per grandi e piccini grazie alla musica dal vivo, feste con dj set in piazza e manifestazioni legate allo sport.
Un capodanno all'insegna del divertimento e dello spettacolo:
- il 29, 30 e 31 in piazza Garibaldi ingresso gratuito alla pista del ghiaccio dalle ore 9.30 alle 13.30
- il 30 dicembre dalle 17.00 in piazza Garibaldi, concerto degli “Afma”
- il 31 il capodanno si tinge dei colori del gruppo “Let the sunshine” con il concerto della rock band “Assenza” dalle ore 21.00 per poi proseguire fino a notte fonda con dj set di Luca Guerrieri, Tony Barbato, Giacomo Donati e vocalist Benny Boop
- il 1 gennaio 2014 sarà all’insegna del mare con la terza edizione de “Il primo bagno dell’anno” alle ore 11.30 presso l’ex piazzale Marystella poi, alle ore 16.30 in piazza Garibaldi si ballerà sulle note del concerto dell’orchestra di Giorgio Franceschi
- il 3 gennaio, alle ore 15.00 sempre in piazza Garibaldi, si svolgerà il “Battesimo della staffa” in collaborazione con il centro ippico La Bandita
- il 4 gennaio dalle ore 15.00 presso il Palasport di Casa Mora ci sarà lo spettacolo a fini benefici di pattinaggio artistico su rotelle “Roller Gala” in collaborazione con l’Hc Castiglione a cura del campione Marco Santucci.
....Buon divertimento a tutti....e soprattutto Buon 2014 !!!
giovedì 19 dicembre 2013
Natale 2013 a Castiglione della Pescaia
E per chi volesse trascorrere il periodo natalizio nella bellissima Castiglione della Pescaia, ecco l'elenco degli eventi del Natale 2013 ...buon divertimento !
lunedì 16 dicembre 2013
I Butteri di Maremma
Per scoprire la vera Maremma è indispensabile passeggiare nei boschi, attraversare i pascoli e i campi coltivati, incontrare una mandria di vacche e di cavalli maremmani allo stato brado e governati dal Buttero.
Il Buttero è un pastore a cavallo. Il nome deriva dal latino boum-ductor, conduttore di buoi o dal greco bùteros: bus, bue e teròs, pungolo.
Il buttero cavalca abitualmente il cavallo tipico della Maremma, un maremmano. La sella caratteristica è la scafarda. L'abbigliamento è costituito da calzoni di fustagno, cosciali, giacca di velluto, cappello nero. Si protegge dalla pioggia con un mantello di grandi dimensioni, detto pastràno.
In mano tiene la mazzarella, un bastone impiegato per stimolare buoi e cavalli.
Quando la Maremma era ancora divisa tra i latifondisti, il compito del buttero era quella di domare il bestiame che viveva in libertà in campagna. Gli animali da domare erano la robusta vacca maremmana dalle lunghe corna a forma di lira, ed il forte cavallo maremmano; ambedue gli animali razze ideali per sopravvivere nelle paludi.
La giornata del buttero cominciava prima del levar del sole quando si recava ai mandrioli per prendere la cavalcatura che poteva scegliere tra le tre o quattro a sua disposizione. Il lavoro vero e proprio si svolgeva poi nei grandi recinti dove pascolavano i branchi di bestie da dover controllare, contare, spostare ed eventualmente recuperare nella folta macchia mediterranea che il buttero doveva conoscere a menadito. Non vi erano giornate facili, ma in alcuni momenti dell' anno il lavoro si faceva ancora più duro, erano questi i periodi delle "figliature", della "spocciatura", della merca e della doma dei puledri bradi
Il buttero è sempre stato una figura insostituibile nelle aziende dove pascolavano vacche e cavalli allo stato brado. Oggi appartiene all'immaginario collettivo della Maremma, é il simbolo di questa terra antica, custode dei millenari segreti del suo mestiere.
Di questa figura mitica del buttero è oggi cresciuto molto interesse per cui in tutti i centri della Maremma sono sorte associazioni che hanno lo scopo di valorizzare e promuovere tutto ciò che gira intorno al mondo del cavallo. Queste associazioni, danno vita ad un vero e proprio campionato dei butteri che si articola in gare di abilità che sono le gimcane e la MERCA a terra dove il vitello preso con la LACCIARA viene poi immobilitato senza alcuna violenza sull’animale, ed eseguono una "merca simulata".
L’idea base di questa iniziativa è quella di far esibire i butteri e divertire il pubblico con quello che ieri e ancora oggi è stato ed è un duro lavoro, facendolo diventare spettacolo.
Il buttero cavalca abitualmente il cavallo tipico della Maremma, un maremmano. La sella caratteristica è la scafarda. L'abbigliamento è costituito da calzoni di fustagno, cosciali, giacca di velluto, cappello nero. Si protegge dalla pioggia con un mantello di grandi dimensioni, detto pastràno.
In mano tiene la mazzarella, un bastone impiegato per stimolare buoi e cavalli.
Quando la Maremma era ancora divisa tra i latifondisti, il compito del buttero era quella di domare il bestiame che viveva in libertà in campagna. Gli animali da domare erano la robusta vacca maremmana dalle lunghe corna a forma di lira, ed il forte cavallo maremmano; ambedue gli animali razze ideali per sopravvivere nelle paludi.
La giornata del buttero cominciava prima del levar del sole quando si recava ai mandrioli per prendere la cavalcatura che poteva scegliere tra le tre o quattro a sua disposizione. Il lavoro vero e proprio si svolgeva poi nei grandi recinti dove pascolavano i branchi di bestie da dover controllare, contare, spostare ed eventualmente recuperare nella folta macchia mediterranea che il buttero doveva conoscere a menadito. Non vi erano giornate facili, ma in alcuni momenti dell' anno il lavoro si faceva ancora più duro, erano questi i periodi delle "figliature", della "spocciatura", della merca e della doma dei puledri bradi
Il buttero è sempre stato una figura insostituibile nelle aziende dove pascolavano vacche e cavalli allo stato brado. Oggi appartiene all'immaginario collettivo della Maremma, é il simbolo di questa terra antica, custode dei millenari segreti del suo mestiere.
Di questa figura mitica del buttero è oggi cresciuto molto interesse per cui in tutti i centri della Maremma sono sorte associazioni che hanno lo scopo di valorizzare e promuovere tutto ciò che gira intorno al mondo del cavallo. Queste associazioni, danno vita ad un vero e proprio campionato dei butteri che si articola in gare di abilità che sono le gimcane e la MERCA a terra dove il vitello preso con la LACCIARA viene poi immobilitato senza alcuna violenza sull’animale, ed eseguono una "merca simulata".
L’idea base di questa iniziativa è quella di far esibire i butteri e divertire il pubblico con quello che ieri e ancora oggi è stato ed è un duro lavoro, facendolo diventare spettacolo.
Omaggio a Giovanni Travagliati l'ultimo buttero della Maremma, dal Film "La Leggenda dei Butteri"
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